L'Islanda da cartolina che trovate sui social è ormai satura, costosa e recintata da corde gialle per proteggere il terreno dai passaggi di massa. Esiste però una via alternativa che taglia gli altopiani interni, accessibile solo a chi è disposto a rinunciare alle comodità dei van attrezzati da mille euro a settimana. Viaggiare qui significa misurarsi con il vento freddo del nord, cucinare su un fornelletto da campo riparato dietro a una roccia lavica e seguire tracce che non compaiono sulle mappe turistiche comuni.
Oltre l'asfalto della Route 1
Le piste interne F-Road richiedono un mezzo adatto o gambe forti e tanta determinazione per muoversi a piedi nei tratti più selvaggi. Abbiamo evitato i famosi geyser recintati per spingerci verso le fumarole nascoste di Kerlingarfjöll, dove la terra bolle sotto i piedi e l'aria odora di zolfo. Qui il turismo di massa scompare, sostituito dal silenzio primordiale dei ghiacciai che dominano l'orizzonte.
La gestione delle risorse essenziali
L'Islanda è uno dei paesi più cari al mondo, ma l'acqua è gratuita, pura e sgorga direttamente dai fiumi glaciali. Portate con voi cibo disidratato acquistato a Reykjavik e una tenda da spedizione in grado di resistere a raffiche di vento superiori a sessanta chilometri orari. I campeggi comunali gratuiti o a basso costo nelle zone interne offrono solo l'essenziale, ma la vista mattutina ripaga ogni singola rinuncia.